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  Joyce [ Questo blog rivela la sua efficacia contro le patologie tipiche delle ideologie politiche, come ansia elettorale, grave deficit umoristico, stress da obbedienza... ]
         







L'Italia è un paese
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12 febbraio 2007

Rinculo '77

Poche settimane fa i nostalgici del piombo rosso commemoravano la giovinezza del ’77. Dal ventennio nero al trentennio dove il rosso-sangue è diventato rosso-vergogna. Ma sempre rosso. Sembrava un raduno di vecchie star della politica antagonista ridotte a controfigure di se stesse, passate dalla ribalta al retroscena con la stessa violenza dei proiettili che gambizzavano le loro vittime. Più o meno pentiti, tutti comunque perdonati dalle istituzioni, alcuni anche reclutati alle alte soglie del potere. Un po’ come i mitra tenuti sotto il letto caso mai scoppiasse qualcosa – come oggi, quando si scopre che qualche irriducibile le armi le teneva a portata di mano, pronte all’uso. Il solito uso. Tanti anni, tanto tempo, ma tante lacrime che hanno seminato un terreno arido. Le teste sono dure a cambiare. Milano, Padova, Torino, Trieste, i grandi centri del Nord operaio rispondono all’appello del nuovo, del vecchio, insomma del solito terrorismo brigatista. Sembra una notizia del passato, buona per i titoli dei giornali stampati in bianco e nero. Invece sarà sui titoli di domani, e già adesso gira su internet. Un sindacalista della Cgil, un membro di “seconda posizione” già condannato a dieci anni per rapina a mano armata, un altro esponente dei “comunisti organizzati per la liberazione del proletariato” già condannato a 23 anni di galera. Uno si è già dichiarato prigioniero politico. Ma di cosa, ma di chi, a parte la scemenza? Si resta a bocca aperta, per le sigle dai nomi incomprensibili e per l’incomprensibile impunità che trasforma le condanne penali di questo peso in una piuma che vola via. Gente da rinchiudere in galera e buttare via la chiave e invece circolano a piede libero. Come niente. I pezzi grossi rappresentano le avanguardie. Dietro di loro c’è un fedele esercito di schiavi. Gente sconosciuta, nomi comuni, giovani e meno giovani. Poca roba? Frange elitarie? Oltre settanta manovali del terrorismo non sono una minoranza nell'Italia del 2007. Progettare attentati contro Berlusconi, Libero, Mediaset, Eni e Sky non è roba da circolo del dopo lavoro. Questi sanno sparare, si addestravano, erano in possesso di apparecchiature sofisticate. Vallo a dire a chi dà il terrorismo morto e sepolto, a chi continua a fregarsene dei comunisti. Santoro, Biagi e i loro tanti emuli sono pregati di sturarsi le orecchie: queste non sono farneticazioni di Berlusconi. A firmare i mandati di cattura è Ilda Boccassini, che nell’immaginario drogato dei media rossi, dovrebbe essere la persecutrice di Berlusconi. Oggi potrebbe avergli salvato la vita. E ministro dell’interno non è un ex fascista o un post democristiano che ammicca ai mafiosi. E’ Giuliano Amato, uno di sinistra. Ecco, la sinistra. Sarebbe interessante scoprire quali spifferi stanno passando per la testa vuota della sinistra dopo l’ennesimo collasso governativo sulle coppie di fatto. In un certo senso la nuova legge potrà aiutare chi intrattiene relazioni affettive con le vittime del terrorismo. Ma è un modo di dribblare il problema senza risolverlo, nel perfetto costume italiano. Poi alla fine ci scappa il morto, come nel calcio, come nella sanità, come in tanti altri ambiti di vita abbandonati al fai-da-te e alla prepotenza. Tutto lievito per questo secondo tempo del brigatismo rosso. Siamo nel 2007 e scrivo quest'articolo rispolverando il dialetto della lotta di classe e dello stato oppressore. Uso un linguaggio stagionato con la muffa del tempo e degli sbagli, ma scopro che oggi è ancora così fresco. Fa bene Prodi a fare il turista in India. Già che c'è potrebbe farsi anche un bagno purificatore nel fiume sacro, tanto per rinfrescarsi le idee sulla realtà.




permalink | inviato da il 12/2/2007 alle 21:35 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (9) | Versione per la stampa


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