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Un bluff tecnico


La via per le elezioni è come una porta girevole. Adesso sembra aperta. Ma potrebbe richiudersi presto. Napolitano è all’angolo, incapace di trovare una formula per convincere Forza Italia, quindi il centrodestra, ad aderire ad un nuovo governo senza passare per il voto anticipato. Ma anche Forza Italia si è arroccata sulla piazza e in questo modo si è auto-esclusa da ogni trattativa. Aut-aut è ancora una volta la posizione di Berlusconi, che però è abituato a capovolgere la sua strategia non appena si presenti l’opportunità giusta. Nel caso in cui le consultazioni cadessero in stallo, il piano d’emergenza di Napolitano può essere quello di ventilare una soluzione tecnica: un governo a scadenza ravvicinata affidato a Draghi oppure Montezemolo. E’ dall’autunno scorso che il governatore centrale ha avviato una sua personale esposizione politica criticando il livello dei salari – mentre Montezemolo è ormai un aspro commentatore dei guasti della politica, che vorrebbe riparare come fosse un vecchio motore automobilistico – ed è il principale sponsor di un governo tecnico. I poteri forti sono criticati dai partiti perché sono la culla di nuovi politici e nuovi partiti; ma sono un salvagente per le istituzioni in crisi. Vedi il governo Ciampi e il governo Dini. Sventolando il governo tecnico Napolitano potrebbe raffreddare la smania elettorale di Berlusconi e stipulare un accordo con Veltroni per una grande coalizione rosso-azzurra – il vero obiettivo di Napolitano. L'imperativo di Napolitano è sempre lo stesso: niente elezioni. Ma questa crisi è una porta aperta in cui può entrare e uscire un gran numero di ipotesi.


Pubblicato il 29/1/2008 alle 12.23 nella rubrica Diario.

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