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Democrazia italiana



Sottotitolo: vademecum tascabile per viaggiatori stranieri di passaggio nella terra del Belpaese. Frasi di uso comune: se le elezioni terminano con un pareggio dei due schieramenti opposti, va al governo chi per primo canta vittoria. Della serie, il primo che canta è la gallina che ha fatto l’uovo. Purtroppo il paniere di Prodi è nato con le uova rotte e soprattutto ha rotto le parti intime degli italiani. Un tipico costume della nobiltà politica associato al cantar vittoria troppo presto è la famelica voracità con cui ogni portata, fetta e briciola di potere viene divorata. Gli entomologi della politica italiana descrivono questa peculiare tendenza col nome scientifico di “magna-magna”, termine che ha la sua radice nell’età antica della prima repubblica e nella sua forma di governo detta pentapartito, dove il prefisso greco “penta” si abbina alla radice “partito”, originalissima creazione italiana insieme alla mozzarella di bufala e al parmigiano reggiano. Altra frase di uso comune: per liberarsi di un governo truffaldino occorre incaricare la magistratura di dedicare un po’ del suo tempo al membro di quel governo che più di tutti da noia – e il gioco è fatto, cioè il governo è finito. Poi: quando un governo se ne va, che si fa? Regola numero uno: fermi tutti, almeno finché arrivano i soldi ogni mese. Regola numero due, direttamente mutuata dal Vaticano, suprema autorità morale in fatto di potere: morto un papa se ne fa un altro. Regola numero tre: per fare un altro governo basta inventarsi un’altra maggioranza. Non c’è bisogno di scomodare gli elettori, che nella loro primitiva inferiorità non sono ritenuti degni di comprendere gli arcani del potere. Anche se fanno perdere tempo e denaro, le elezioni sono una concessione che questi compassionevoli politici italiani, con molta parsimonia, regalano ai loro amati sudditi insieme al campionato di calcio, alla Ferrari e a Bruno Vespa. Intanto nella terra d’Italia, lussureggiante discarica a cielo aperto, le facce che governano non cambiano mai. Neppure dopo le elezioni. Benvenuti.

Pubblicato il 30/1/2008 alle 11.29 nella rubrica Diario.

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