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Questi si uniscono, quelli si dividono


Un rebus senza chiave. La politica italiana ama cambiare continuamente le sue maschere e farsi ritrarre in pose sempre diverse. Il centrosinistra incarnava il simbolo delle divisioni interne e dopo aver percorso la strada del partito unico si riscopre diviso esattamente come prima. Il centrodestra che conservava le differenze nella sua coalizione adesso ha improvvisamente avviato un processo di fusione tra i suoi due più grandi partiti. Le elezioni mettono sempre in moto grandi processi di cambiamento. E’ come quando si aggiustano i capelli e ritoccano il trucco prima che il fotografo prema il pulsante. E poi? Tutto come prima, o quasi. Per consolidare queste trasformazioni occorre continuità e responsabilità. Altrimenti alla prossima elezione si ricomincia tutto da zero. L’esultanza degli elettori più fedeli non basta a risolvere i problemi del paese. Talvolta la politica eccede nella presunzione di credere che suoi i problemi siano i problemi dell’intero paese, per cui risolvere i guai della politica vorrebbe dire risolvere ogni altro tipo di problema. Ma il principio di realtà dimostra il contrario e dimostra che persino uno scatto d’ira può mandare in frantumi un impegno comune. Unione e divisione – se non è un ritocco è una tattica per vincere le elezioni o comunque non perderle. Con o senza partito unico, da soli o in coalizione, le emergenze dell’Italia non badano a questi dettagli.


Pubblicato il 8/2/2008 alle 18.35 nella rubrica Diario.

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