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L'ideologia del programma


Uno degli argomenti più forti per il nuovo PdL è un programma unico per il governo sottoscritto da Bossi fino a Mastella. E’ uno sforzo di ripianare le fratture che hanno ucciso il precedente governo, il cui programma era la somma di tanti programmi reciprocamente incompatibili. Ma il problema non è il programma unico o il partito unico. Il problema resta la frammentazione della classe politica anche dentro alla stessa coalizione. La maledizione che ha colpito Prodi non erano i dodici partiti della sua maggioranza bensì i dodici leader e le dodici opposte posizioni in merito ad ogni questione. Il partito democratico può ridurre questo conflitto non perché abbia fatto la somma tra Ds e Margherita, ma perché ha fatto la divisione rispetto alla sinistra radicale – altrimenti con un maxi-Pd le divisioni si sarebbero conservate. Il programma è anche uno di quegli elementi che in politica acquistano valore solo durante la campagna elettorale. Dopo il voto diventano una moneta condannata ad una svalutazione inarrestabile. Spesso il programma diventa una rogna per il governo, perché la sua attuazione diventa problematica e scatena conflitti nella maggioranza. Allora, per amore del quieto vivere, il programma inizia ad essere smembrato e insabbiato. E’ sempre successo. Non è colpa della malafede del governo, ma delle oggettive complicazioni che subentrano quando si tratta di passare dalle parole ai fatti. E l’Italia abbonda di parole in cerca di realtà.


Pubblicato il 13/2/2008 alle 8.33 nella rubrica Diario.

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