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Trombati preventivi



Se George W. Bush ha inventato la guerra preventiva per giustificare una guerra dopo averla scatenata, in Italia ai politici tremano le mani per la paura di venire trombati ancora prima del voto. In Sicilia è scoppiata la lupara elettorale tra Miccichè e Lombardo, poi c’è De Mita che si vede prematuramente stroncata la sua carriera dopo soli 45 anni da parlamentare e i Radicali che, in onore al principio del sesso libero, stanno contrattando con Veltroni l’importo della loro prestazione elettorale nel Pd. Destra, centro e sinistra: la paura di non ritrovarsi candidati è uguale per tutti. Dalla competizione per il voto alla competizione per la lista, ecco il kamasutra della democrazia nuda di valori. Le candidature sono diventate come embrioni da preservare ad ogni costo, come vorrebbe Ferrara: non si butta via nessuno. Il diritto alla vita (politica) è sacrosanto. Quindi la corsa alla poltrona parte con una feroce corsa alla candidatura. Così la competizione ufficiale sui programmi viene oscurata dai conflitti interni ai partiti per decidere chi entrerà nell’olimpo della politica e chi dovrà aspettare il prossimo giro. Lontani da questo turbinio, gli elettori possono dedicarsi a passatempi più salutari e forse potrebbero decidere di non uscire di casa il 14 aprile.


Pubblicato il 22/2/2008 alle 10.29 nella rubrica Diario.

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